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  • Immagine del redattoredaniela mercorelli

Kleo: una inguaribile idealista, tra sete di vendetta e ricerca della verità


Sebbene la storia di Kleo abbraccia un periodo storico importante e di grandi cambiamenti, dal 1987 agli anni 90, con tutta la tensione che la vicenda umana e "lavorativa" di una sicaria della Stasi tradita, potrebbe suscitare nello spettatore, questa serie - 8 episodi su Netflix dal 19 Agosto - è davvero..... divertente!!

I morti ammazzati e il sangue, "scorrono" in secondo piano, rispetto alle situazioni "thriller-comiche-paradossali" che si susseguono, durante la sete di vendetta di Kleo che, grazie ad un paio di personaggi giusti ed improbabili - Thilo e Sven - si trasforma presto, e senza fare sconti, nella ricerca della verità, ovvero del perchè la Stasi l'ha sacrificata accusandola di alto tradimento, confinandola in prigione, dopo aver compiuto la sua ultima missione, oltre il Muro, a Berlino Ovest.

La caduta del Muro di Berlino nel 1989, può rappresentare uno spartiacque nella vita di Kleo, come credo lo sia stato nella vita di ogni cittadino europeo in quegli anni.

Da una parte, al di là del muro, la vita vissuta nella DDR, indottrinata e manipolata fin da bambina, da un nonno, alto ufficiale dell'esercito, unico punto di riferimento di Kleo, tanto da suggestionarla a credere di diventare quanto prima ( cosa che farà ) un'agente della Stasi, senza per questo ricevere alcuna raccomandazione, ma costretta a dimostrare, visto che era questo che le veniva richiesto, di essere sempre la migliore, in nome del socialismo (1).

Caduto il muro, al di qua dello spartiacque, la sua vita si concentra nella ricerca, prima di vendetta e poi della verità, con la consapevolezza di non potersi più fidare di nessuno, se non di se stessa: quel muro nel venire giù, le ha ridato la libertà, ma non l'ha liberata dal tradimento, o meglio, dai tanti tradimenti subiti.

Fortunatamente al di qua dello spartiacque, dopo i primi traumi di adattamento alla occidentalizzazione, Kleo fa due incontri inaspettati, due compagni di vita, Thilo e Sven, ( sui quali non anticipo nulla ).. Grazie a loro, a come riescono ad entrare in sintonia con Kleo, e viceversa, il tono noir della storia lentamente sbiadisce, lasciando il posto ad una contagiosa leggerezza che ci ruberà più di un sorriso, divertendoci.

E cosi, anche la killer più spietata della Stasi che fù, riesce a liberarsi dei fantasmi del passato - non di tutti in realtà, visto che la seconda serie è già in cantiere - con leggerezza, conservando il suo idealismo tanto da fare tenerezza, imparando a divertirsi e a divertire, e provando a fidarsi di nuovo delle persone..

Buona visione!


(1) Una nota a margine e personalissima, che sconfina nella politica, ma che voglio condividere. Ho avuto l'impressione che nella storia il socialismo arrivato a ridosso di quel particolare momento storico si sia voluto rappresentare come una caricatura...come voler esorcizzare la caduta del muro che ha rappresentato per alcune generazioni di allora, la sconfitta del socialismo e della lotta di classe.. è davvero una personalissima sensazione


PS

Considerato che quello che scrivo sono solo i miei pensieri in libertà, per avere altri punti di vista, vi suggerisco, come sempre, alcune recensioni ufficiali su Kleo che potrete consultare ai seguenti link



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