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Settembre: mese dell'Anima, tempo di soglie e dissolvenze tra musica, letteratura e cinema.

  • Immagine del redattore: daniela mercorelli
    daniela mercorelli
  • 12 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Settembre non è semplicemente un mese sul calendario; è uno stato dello spirito. È una "quinta stagione", una soglia sottile in cui l’estate declina dolcemente verso l’autunno, portando con sé una luce dorata e obliqua, ombre più lunghe e un’aria frizzante che profuma di promesse e bilanci.

Nell'espressione artistica, settembre non è quasi mai una mera cornice temporale o una scelta casuale per lo sfondo. Al contrario, trova posto come una potente metafora: rappresenta il momento di transizione per eccellenza, lo spazio dolceamaro in cui la nostalgia per ciò che si spegne si fonde con l'energia, talvolta intimorita, di un nuovo inizio.

Esploriamo come questo mese sospeso è stato ritratto e vissuto attraverso note, pagine e fotogrammi.


1. La Colonna Sonora della Soglia: Settembre in Musica


La musica possiede la capacità unica di catturare l'intangibile, e il clima emotivo di settembre sembra fatto apposta per essere tradotto in note. Nelle canzoni, questo mese oscilla costantemente tra l'introspezione e la memoria.


La magia di settembre racchiusa nelle note di un giradischi vintage immerso nella nebbia dorata del mattino
La magia di settembre racchiusa nelle note di un giradischi vintage immerso nella nebbia dorata del mattino

L’indagine interiore e il risveglio della natura


Nel capolavoro del progressive rock italiano, "Impressioni di settembre" della Premiata Forneria Marconi (PFM), il mese diventa un paesaggio sensoriale ed esistenziale. La nebbia mattutina, l'odore di terra bagnata e l'erba umida non descrivono solo l'inizio dell'autunno, ma fanno da specchio a una profonda ricerca di sé. Settembre è qui il velo che si posa sulla realtà, sospeso tra il sogno e la veglia, dove il protagonista si perde per poi ritrovarsi, celebrando "un nuovo giorno" con una consapevolezza quasi mistica.


La spaccatura del tempo e il ritorno alla realtà


In "29 settembre", scritta da Mogol e Lucio Battisti e portata al successo dall'Equipe 84, il mese assume la forma di una vera e propria linea di demarcazione. La giornata del 29 settembre rappresenta una parentesi di evasione totale, un incontro fugace vissuto "quasi come se non ci fosse altro che lei", in una dimensione surreale e fluttuante. Ma il risveglio, il giorno successivo, riporta bruscamente il protagonista alla realtà quotidiana, alla stabilità degli affetti di sempre, lasciando quell'avventura settembrina confinata nel limbo dei sogni sbiaditi dal sole del mattino.


Il mese del ripensamento e della perplessità


Per Francesco Guccini, nella sua celebre "Canzone dei dodici mesi", settembre riceve una definizione filosofica memorabile: è "il mese del ripensamento", quello che "ti dona il dono usato della perplessità". Guccini descrive il rientro alla routine non come una sconfitta, ma come un momento necessario per ricostruire la propria identità, affrontando i dubbi che il silenzio dell'estate che muore porta inevitabilmente a galla.


L'autunno della vita e la nostalgia del calore


All'estero, la celebre "September Song" (composta da Kurt Weill e reinterpretata da giganti come Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald) paragona l'arco dell'anno all'intera esistenza umana. Settembre rappresenta la maturità inoltrata, l'età in cui i giorni diventano "pochi e preziosi" e non c'è più tempo per i temporeggiamenti dell'attesa. Al contrario, il celeberrimo funk degli Earth, Wind & Fire con la loro "September" evoca il mese sotto forma di un ricordo caldo, gioioso e vibrante. Qui, una notte di fine settembre viene custodita come un talismano di felicità e amore, capace di riscaldare l'anima anche quando le foglie inizieranno a cadere.


2. La Pagina Sospesa: Settembre in Letteratura


In letteratura, settembre si fa parola per raccontare l'addio, la transumanza e l'inevitabile svelamento dei destini umani. I poeti e i romanzieri utilizzano la sua atmosfera di declino dorato per esplorare la fragilità delle nostre costruzioni interiori.


Un antico libro aperto da cui fiorisce un cammino di pastori e pecore verso l'azzurro del mare adriatico
Un antico libro aperto da cui fiorisce un cammino di pastori e pecore verso l'azzurro del mare adriatico

La nostalgia delle origini e il viaggio


Nessun testo incarna il senso di transizione settembrina nella cultura italiana come "I pastori" di Gabriele D'Annunzio. Con il famosissimo incipit "Settembre, andiamo. È tempo di migrare", il mese diventa sinonimo di transumanza, di un viaggio che è sia fisico che spirituale. Settembre è il momento del distacco dai pascoli montani per scendere verso il mare; un cammino ancestrale scandito dalla nostalgia per la propria terra e dal desiderio di ritrovare le proprie radici lungo i tratturi antichi.


La quieta agonia e l'accettazione


Per il poeta Vittorio Sereni, in "Settembre", il mese si colora di toni più spogli e desolati. Sereni descrive il lago che si ritira rivelando "aride cose", remi infranti e reti strappate. Eppure, in questa quieta agonia dell'estate non c'è disperazione, ma una dignitosa, quasi serena accettazione del ciclo naturale che si compie, dove la fragranza del giardino punge con una punta di dolce amarezza.


Il ballo dei disvelamenti


Nel celebre romanzo "Settembre" di Rosamunde Pilcher, l'ambientazione scozzese del mese funge da catalizzatore drammatico. Settembre è il periodo del tradizionale "ballo di settembre", un evento che riunisce l'intera comunità dopo la dispersione estiva. Sotto la luce radente e fresca dell'autunno che incombe, le apparenze si incrinano: i segreti di famiglia lungamente custoditi vengono alla luce, costringendo i protagonisti a fare i conti con la propria verità e a ridisegnare i confini delle proprie vite.


La fine dell'innocenza e il trauma della storia


Nel recente romanzo "Settembre nero" di Sandro Veronesi, il mese del 1972 (segnato dal tragico attentato alle Olimpiadi di Monaco) fa da sfondo e da metafora alla fine traumatica dell'infanzia del giovane protagonista, Gigio. Settembre smette di essere solo una stagione e diventa il momento in cui la Storia con la "S" maiuscola e la violenza del mondo adulto irrompono brutalmente nella vita privata, spazzando via per sempre l'innocenza protetta dell'estate.


3. L'Inquadratura del Cambiamento: Settembre nel Cinema


Sul grande schermo, settembre si traduce in scelte di luce e di spazio. I registi sfruttano la transizione stagionale per posizionare i propri personaggi di fronte a scelte decisive, isolandoli in contesti dove il tempo sembra scorrere in modo diverso.


Una scena del film September di Woody Allen
Una scena del film September di Woody Allen

Il kammerspiel dei sentimenti incompiuti



In "September" (1987) di Woody Allen, il mese dà il titolo a un raffinato dramma cechoviano girato interamente in interni. Una casa di campagna nel Vermont, al termine della stagione estiva, diventa il teatro delle disillusioni di sei personaggi. Settembre è qui la metafora perfetta di un tempo che si sta esaurendo: il freddo imminente e l'impossibilità di fuggire costringono i protagonisti a svelare i propri sentimenti non corrisposti, i rimpianti e le solitudini, mentre la straordinaria fotografia dai toni caldi e autunnali di Carlo Di Palma avvolge i loro sguardi in una malinconia dorata ma opprimente.


La soglia dell'età adulta


Presentato di recente alla Mostra del Cinema di Venezia, il film "Un anno di scuola" di Laura Samani (tratto dal racconto di Giani Stuparich) si apre proprio a settembre. Il augurio della professoressa per un "buon ultimo primo giorno di scuola" racchiude l'intera essenza del mese. A diciotto anni, settembre è un'aria frizzante che si respira senza pensarci, ma per lo spettatore è la percezione struggente di una giovinezza che sta scivolando via: un rituale di passaggio dove ogni incontro e ogni dinamica di gruppo è sul punto di dissolversi per sempre nel mondo dei grandi.


Il tempo sospeso e "preso in prestito"


Nel classico melodramma "Accadde in settembre" (September Affair, 1950) di William Dieterle, settembre rappresenta una temporanea deviazione dal destino. Due passeggeri che hanno perso un aereo (poi precipitato) vengono creduti morti e decidono di approfittare di questo errore per vivere una travolgente storia d'amore a Firenze. Settembre è per loro una parentesi dorata e irreale, un tempo "preso in prestito" dal destino; tuttavia, con l'avanzare dell'autunno, il richiamo delle responsabilità e della realtà bussa inevitabilmente alla porta, dimostrando che non si può sfuggire a se stessi per sempre.


L'ultima fuga prima del dovere

In tono decisamente più leggero, la commedia "Torna a settembre" (Come September, 1961) con Rock Hudson e Gina Lollobrigida utilizza il mese come il limite estremo delle vacanze. Settembre è l'ultimo sprazzo di spensieratezza e libertà sentimentale nella lussuosa villa italiana del protagonista, prima che la routine annuale riprenda il sopravvento, segnando la fine del gioco e il ritorno ai rispettivi ruoli sociali.


Conclusione: Lo "Spazio" che Settembre ci Regala


In fondo, ciò che unisce la musica, i libri e il cinema nel raccontare settembre è la percezione che questo mese non porti con sé dei frutti o dei fiori appariscenti, ma qualcosa di molto più prezioso: lo spazio.

Settembre fa piazza pulita del frastuono estivo, dirada le illusioni della bella stagione e ci costringe a guardare le cose per come sono. Ci regala il tempo e lo spazio interiore per rimettere in ordine i nostri pensieri, accettare ciò che è finito e preparare il terreno per quello che verrà.

Come la natura che si spoglia non per arrendersi, ma per raccogliere le forze, l'arte ci ricorda che varcare la soglia di settembre significa, prima di tutto, riscoprire la nostra identità.

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