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The Sadman - Da fumetto a serie TV.. missione compiuta grazie a Neil Gaiman e Netflix


L'aspetto che caratterizza questa serie è che i dieci episodi più uno che la compongono, possono essere considerati dei film brevi.. ogni episodio è caratterizzato da una storia, che prende vita dai rapporti di Morfeo con la sua famiglia, o con il suo regno o con il regno degli umani.. Quello che si avverte è il confine molto sottile tra quello che sono o sono considerati i sogni (dei quali fanno parte anche gli incubi) e quello che è o che consideriamo essere la nostra vita.

Cosa sono i sogni, se non la vita che avremmo voluto e che vorremmo vivere..



Di seguito, alcuni stralci di una approfondita recensione pubblicata su Serial Minds, che potrete leggere per intero a questo link


"Pubblicato fra il 1988 e il 1996 per la DC Comics (da un certo punto in poi sotto l’etichetta Vertigo), The Sandman è una saga a fumetti nella quale il suo creatore Neil Gaiman recupera un vecchio personaggio DC per rilanciarlo, dargli nuova veste, e infonderlo di tutto ciò che ha reso Neil Gaiman… Neil Gaiman. L’amore per la mitologia (anzi, per le mitologie del mondo), l’incastro di storie provenienti da culture diverse (temi che avevamo già trattato per American Gods, opera successiva di Gaiman, ma arrivata in tv prima di Sandman), l’attenzione alle parole di un autore che è anche romanziere di successo, che scrive una storia disegnata in cui la parola scritta conta molto, moltissimo, tanto che i disegni (realizzati da molte matite diverse nel corso degli anni) sembreranno soprattutto uno strumento con cui illustrare, spesso in modo volutamente poco dettagliato, la forza poetica di quelle parole.


Gaiman, autore anche della serie tv insieme a David S. Goyer e Allan Heinberg .... è riuscito a dare al Sandman televisivo quel tocco, appunto, di poesia, che spesso la tv non può permettersi, che qui non arriva comunque ai livelli del fumetto, ma che si vede, si percepisce, ed è “bastato” per soddisfare una bella fetta di fan che, col coltello fra i denti, erano pronti a gridare al tradimento e alla lesa maestà.

Il nostro Sogno (“Dream” è il modo in cui viene chiamato più spesso, mi pare), è ovviamente una creatura molto particolare e molto potente, ma nel 1919 viene evocato e quindi imprigionato da un rito magico compiuto da un normale essere umano, che in realtà sperava di evocare e catturare la Morte (che di Sogno è una delle sorelle). Imprigionato in una boccia di vetro per quasi un secolo, il nostro protagonista perde la presa sul suo magico regno, che infatti comincia a decadere, con conseguenze nefaste anche per l’umanità, in cui molti si addormentano senza potersi svegliare, sognano sogni sbagliati, finiscono in imprevisti abissi di incubo, e via dicendo.

A un certo punto, però, il nostro Morfeo riesce a liberarsi, e a quel punto deve ricostruire il suo potere, nel frattempo molto indebolito, recuperando fra l’altro tre Strumenti (la sabbia, l’elmo e il rubino) che costituiscono buona parte della sua forza e della sua anima, e che nel frattempo erano andati perduti.

Più che una storia con un inizio e una fine, The Sandman ha i tratti dell’antologia, un luogo dove una storia principale effettivamente esiste, ma c’è anche lo spazio per veri e propri racconti a sé stanti, in cui Morfeo appare poco o non appare per nulla, diventando quasi un pretesto: raccontiamo questa storiella perché il mondo narrativo che abbiamo creato per Morfeo ce lo consente."



Inoltre su TvBlog segnalo la seguente recensione

Tra sogno e realtà, The Sandman di Netflix parla di noi senza parlare di noi: https://www.tvblog.it/post/the-sandman-recensione

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