📼 La Playlist di Settembre: Tra Rabbia Grunge e Sussurri Autunnali
- daniela mercorelli

- 10 minuti fa
- Tempo di lettura: 4 min
In questi primi giorni di Settembre, ho celebrato ampiamente questo mese. Per molti Settembre segna semplicemente la fine delle vacanze e il ritorno alla solita routine. Eppure, per chi ama fermarsi a riflettere, settembre è un mese strano, ambiguo e affascinante come tutte le transizioni. Porta con sé il sapore dolceamaro della fine dell'estate, degli amori estivi e dei tempi dilatati, ma custodisce anche il vigore di un nuovo inizio, una sorta di altro primo dell'anno capace di regalarci il "dono usato della perplessità " per aiutarci a "ricominciare il gioco della nostra identità " .
I poeti e i musicisti lo sanno bene. C'è chi sente il richiamo ancestrale di migrare lungo i tratturi d'Abruzzo verso il mare Adriatico selvaggio, chi osserva con quieta accettazione un lago che si ritira rivelando remi infranti e reti strappate, e chi si lascia accarezzare da una brezza sottile capace di far diventare filosofo anche il cuore più spensierato. Perché settembre non porta fiori appariscenti, ma ci regala uno spazio interiore prezioso per rimettere in ordine i nostri pensieri e ascoltare i nostri sentimenti in libertà .

Per accompagnarci lungo questa soglia sottile, ho preparato un regalo speciale: una playlist pensata come una vecchia audiocassetta analogica, divisa rigorosamente in due anime.
Il LATO A racchiude l'energia vibrante della transizione e il fuoco della ribellione, guidato dall'accordo distorto di "Smells Like Teen Spirit" dei Nirvana, che proprio questo 10 settembre compie ben 35 anni dalla sua storica uscita nel 1991.
Il LATO B raccoglie invece la nebbia del mattino, i sussurri intimi dell'MTV Unplugged, la dolce malinconia di Guccini e lo scorrere paziente del cielo di Settembre, poesia di Attilio Bertolucci.
Premi play, chiudi gli occhi e lasciati trasportare da questo viaggio unico tra note e sentimenti .
📼 LATO A: L'energia della transizione (Il fuoco di fine estate)
Un lato ritmico, graffiante e liberatorio, perfetto per esorcizzare il rientro alla routine.
"Smells Like Teen Spirit" – Nirvana (1991)
La metafora: Il brano simbolo per eccellenza di questo mese. È l'esplosione elettrica che dà voce all'alienazione, alla disillusione e alla voglia di rottura di chiunque si senta in conflitto con le convenzioni. La traccia perfetta per ricordarci quanto la musica possa essere terapeutica e liberatoria.
"Come as You Are" – Nirvana (1991)
La metafora: Il manifesto di un suono sporco e autentico che ha ridefinito gli anni '90. Con il suo celebre giro di basso, è un invito disarmante a mostrarsi per quello che si è, con tutte le proprie fragilità .
"Lithium" – Nirvana (1991)
La metafora: Un brano che gioca costantemente sul contrasto tra la calma delle strofe e la rabbia dei ritornelli, rispecchiando perfettamente l'altalena emotiva che proviamo quando finisce la bella stagione.
"September" – Earth, Wind & Fire (1978)
La metafora: Il contrappunto perfetto alla malinconia autunnale. Un pezzo funky travolgente e solare che celebra il 21 settembre come una notte magica, custode di amori estivi che riescono a sopravvivere al freddo dell'inverno.
"Settembre" – Antonello Venditti (1986)
La metafora: Una ballata d'amore intensa e trascinante, nata nel cuore degli anni '80. Settembre qui rappresenta la minaccia del tempo che passa e della pioggia che incombe, una forza naturale che rischia di spegnere il fuoco estivo ("Settembre poi ci prenderà , coi suoi venti di pioggia vincerà "). Ma l'amore oppone resistenza: se vissuto con "tutta l'anima", settembre non può vincere ("Settembre non ci troverà , coi suoi venti non può, non vincerà "), diventando lo sfondo di un miracolo che rinasce all'alba.
📼 LATO B: Il tempo del ripensamento (La nebbia e l'introspezione)
Un lato acustico, intimo e crepuscolare, ideale per accompagnare i pomeriggi di pioggia e le riflessioni personali.
"About a Girl" (MTV Unplugged in New York) – Nirvana (1994)
La metafora: La dimostrazione di come la penna di Kurt Cobain potesse essere incredibilmente melodica anche senza distorsioni. In questa veste acustica, la sua voce se si fa spoglia e vicina, cullandoci con calore.
"Pennyroyal Tea" (MTV Unplugged in New York) – Nirvana (1994)
La metafora: Un'esecuzione nuda ed evocativa in cui la fragilità di Kurt emerge senza filtri, parlando direttamente a chi cerca un porto sicuro per le proprie tempeste interiori .
"Where Did You Sleep Last Night" (MTV Unplugged in New York) – Nirvana (1994)
La metafora: Lo struggente grido finale del concerto acustico di New York. Una cover che sotto la guida di Kurt si trasforma in pura poesia del dolore, lasciando un segno indelebile in chi ascolta.
"Impressioni di settembre" – Premiata Forneria Marconi (1971)
La metafora: Un viaggio sensoriale dentro la nebbia del mattino e l'odore di terra bagnata. Settembre qui si fa specchio di un'indagine interiore, dove perdersi nella natura diventa l'unico modo per ritrovarsi.
"29 settembre" – Equipe 84 (1967)
La metafora: La giornata-soglia che separa la trasgressione e l'evasione fluttuante dal ritorno alla realtà quotidiana e rassicurante degli affetti di sempre.
"Canzone dei dodici mesi" – Francesco Guccini (1972)
La metafora: Il mese di settembre descritto come il momento del "ripensamento" e della "perplessità ". Per Guccini, tornare alla routine significa "ricominciare il gioco della propria identità " .
"September Song" – Kurt Weill
La metafora: Un capolavoro che paragona il ciclo dell'anno allo scorrere dell'esistenza umana. Settembre rappresenta la maturità , il momento in cui i giorni si fanno più brevi ma infinitamente più preziosi.
"Settembre" – Alberto Fortis (1981)
La metafora: Un cammino acustico, intimo ed eclettico, che parla di partenze, di attese e di "vendemmie" dell'anima ("Ahi settembre mi dirai / Quanti amori porterai / Le vendemmie che farò"). Senza armature per difendersi dal tempo, il protagonista si affida interamente a settembre come a un saggio confidente ("Ahi settembre che sarà / Lascio tutto a te"), promettendo di custodire l'amore nel proprio giardino e di saperlo aspettare fino al ritorno della dolcezza di una nuova primavera.





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